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Tenuta del Monsignore

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Cos’è la tenuta del Monsignore e da quanto tempo esiste?

Noi siamo agricoltori dal 1384, io sono la diciottesima generazione di una famiglia di contadini e mia figlia è la diciannovesima. Siamo una delle famiglie di contadini più vecchie d’Italia. Le origini? La nostra famiglia viene da Firenze ed ha un passato politico abbastanza importante. I Bacchini di Firenze, infatti, erano priori e il priore era a capo di una delle sei corporazioni che formavano la Signoria che governava Firenze. Alla Basilica di Santa Maria Novella(https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Maria_Novella) , infatti, fra le altre c’è anche la tomba della famiglia Bacchini.

i nostri strumenti

Perché questa famiglia ha scelto il territorio di San Giovanni?

Alla fine del 1300 la nostra famiglia abbandonò Firenze e si trasferì a San Clemente – dove tutt’oggi c’è una zona che si chiama Ca’ Bacchino, ovvero “casa dei Bacchini” – e dal 1600 in poi a San Giovanni in Marignano. Non conosco il motivo che li spinse a lasciare la Toscana, ma sembra per scappare dalla peste che attanagliava Firenze.

Come si è sviluppata l’azienda? Chi è che ha iniziato a lavorare dalla parte del vino?

Già nel 1300 l’azienda era di tipo famigliare e quindi produceva tutti i beni che servivano alla famiglia, come vino, olio e grano; le eccedenze venivano vendute. Eravamo, dunque, un’azienda di erogazione. Successivamente ci siamo orientati solo sul vino. Io ho 80 anni e nella mia vita ho fatto 65 vendemmie; per 65 volte ho trasformato un grappolo d’uva in un bicchiere di vino.

Avete sperimentato tecniche e vini nuovi nel tempo?

Io ho due figli e uno di loro, Francesco, se n’è andato a soli 30 anni. Prima di morire però ha lasciato un segno indelebile nella storia mondiale dell’agricoltura e della viticultura. È stato il primo al mondo a introdurre in agricoltura la robotica usando il “sistema di visione”. Ha messo le telecamere su di un trattore, le telecamere riprendevano il filare e il computer dava le istruzioni perché venisse tagliato nella giusta maniera. È stato brevettato nel 1999. Una ditta multinazionale francese l’ha copiato e ha avuto il primo premio del governo francese nel 2007 come macchina innovativa. In Italia invece dal mondo scientifico c’è stato un silenzio quasi assoluto. Io sono intervenuto con un legale sui francesi, loro han detto che il brevetto non era una novità, che già esisteva, e invece non era vero. Questo principio del sistema di visione adesso è stato copiato dagli americani che lo adottano per fare qualsiasi tipo di operazione. Si raccolgono anche le arance mature col principio di visione, cioè l’arancia viene raccolta quando la telecamera vede un determinato colore.

Non è l’unico personaggio importante della sua famiglia, a quanto sembra…

Nella mia famiglia il personaggio più importante si chiama Beato Giovanni Dominici. Era figlio di Domenico Bacchini e da Domenico è venuto fuori Dominici. Siamo nella Firenze del 1400 nel periodo del grande Scisma d’Occidente, quando c’erano due papi, uno a Roma e l’altro, l’antipapa, ad Avignone. Questo mio antenato era consigliere e confessore del papa Gregorio XII e si è prodigato per fare un Concilio (Il Concilio di Pisa(https://it.wikipedia.org/wiki/Concilio_di_Pisa), ndr) in modo che i due papi si dimettessero per poi nominarne un altro. Dopo che hanno nominato il nuovo papa gli altri due non si sono dimessi e così per un certo periodo ci sono stati tre papi (Gregorio XII, Benedetto XIII e Alessandro V, ndr).

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la nostra forza

Quindi in Romagna praticamente non abbiamo varietà di vino o comunque ce l’abbiamo molto limitato?

Le varietà di vini le abbiamo, ne abbiamo anche molte, però molte sono sparite.
Quali sono i vini più di qualità della tenuta del Monsignore?

Il vino diventa una scienza con Pasteur, che tramite la microbiologia ha scoperto i fermenti e i batteri presenti nel vino ed era stato incaricato di impedire che il vino diventasse aceto. Le tragedie del vino sono state due: la prima è stata la fillossera, un insetto che proveniva dall’America e che infettò e uccise tutte le viti che c’erano in Italia. In seguito si scoprì che l’unico modo per salvarle era di innestarle, perché questa malattia veniva ben sopportata dalla vite americana e dalla parte “aerea” della vite italiana. Quindi hanno preso la vite americana e gli hanno innestato la vite nostrana. Tutti i vitigni che ci sono adesso in Italia sono così. Questo è avvenuto nel 1800 e lì sì è salvato molto della tipicità di vitigni, perché l’innesto avveniva sì dalla vite americana, ma la qualità me la porta comunque la parte che sta sopra e la parte che sta sopra era nostrana.

La seconda tragedia è avvenuta negli anni Sessanta con la legge per il vino doc. E’ successo che da noi hanno fatto doc soltanto due vini, il Trebbiano e il Sangiovese, e per questo davano dei contributi. In questo modo, per prendere i contributi, si buttavano via altri vigneti per prendere al loro posto vitigni per il Trebbiano e il Sangiovese, perdendo quindi un patrimonio di varietà immenso. I vitigni che venivano comprati, poi, erano già innestati. Quindi da dove venivano le viti del Trebbiano e del Sangiovese? Non si sa, potevano provenire anche dalla Toscana e dunque poteva essere anche un Sangiovese toscano. Quella è stata la distruzione del patrimonio vitigno della Romagna.

Quali sono le zone dove vendete di più?

Vendiamo dove ci chiamano, col passaparola, e sul luogo di produzione. Una volta avevo 45 agenti, adesso non ne ho nemmeno uno. Dagli anni Sessanta ad oggi abbiamo sempre venduto all’estero, ma senza fare progressi. Negli ultimi due anni abbiamo avuto un picco negativo. Cosa è successo? Un tempo io vendevo così: la gente veniva in Romagna, andava al mare, comprava il vino e poi una volta che tornava a casa lo ordinava, specialmente dalla Germania. Adesso questa cosa non si può più fare, per una disposizione di legge. Per vendere il vino nell’ambito del mercato comune ai privati, uno deve aprire una posizione fiscale, quindi io devo aprire 27 posizioni fiscali. Ho una partita Iva, 14 registri Iva e tre distinti registratori di cassa: è normale tutto questo?

E del biologico cosa ne pensa?

Noi il biologico lo facevamo, e prendevamo anche un contributo notevole a dir la verità. Adesso non prendiamo più i contributi notevoli e non facciamo più il biologico ma facciamo dei trattamenti con bassa incidenza ambientale.

A livello di produzione vendete molto in Italia o all’estero?

Noi siamo un’azienda critica. Siamo troppo piccoli per essere grandi e troppo grandi per essere piccoli. Nel riminese forse sono il più grosso dei privati. Il futuro del vino è solo l’esportazione ed è una questione di numeri. Il consumo pro capite del vino negli ultimi 100 anni è passato da 125 litri a persona a 35 litri a persona. Il vino, poi, è stato criminalizzato, quando invece non è così. Uno studio dice che se viene bevuto fino alla quantità di 250 centimetri cubi al giorno, quindi un quarto, il vino fa bene alla salute. Quindi tra uno che non beve e uno che beve un quarto di vino al giorno, sta meglio quest’ultimo. Se uno beve mezzo litro di vino al giorno, c’è equipollenza, se uno va oltre il mezzo litro siamo nel campo della negatività.

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